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Unicef, cosa pensano i ragazzi della scuola in Dad

Qualche difficoltà c’è, ma non è una situazione critica. Certo è che la didattica a distanza “stressa” , anche se lascia più spazio alla flessibilità di fruizione delle lezioni e degli eventuali corsi di recupero. Sono solo alcune delle opinioni espressi dai giovanissimi italiani coinvolti nel sondaggio dell’Unicef “The Future We Want”, che ha raccolto la voce di giovanissimi fra i 15 e i 19 anni di età. I risultati principali dicono che i ragazzi sono in generale soddisfatti della loro vita, preoccupati per il benessere economico e la salute, positivi sull’ambiente e sulle relazioni sociali. Dopo la recente pandemia gli adolescenti che vivono in Italia si dichiarano soddisfatti della vita in generale – (mediamente 6,5 su una scala da 1 a 10). Guardando alle diverse valutazioni, supera di poco il 6 il benessere economico mentre non raggiunge la sufficienza la valutazione sulla salute (5,9), sulla quale ha pesato la percezione di insicurezza e fragilità legata alla pandemia. Soddisfazione alta invece per l’ambiente, ma anche per i rapporti interpersonali coltivati all’interno della famiglia. E il rapporto con la scuola?

Il desiderio di essere più coinvolti

Anche se circa la metà dei ragazzi intervistati si dice soddisfatto dell’ambiente che la propria scuola è riuscita a creare durante il periodo dell’isolamento, molti vorrebbero essere più coinvolti nelle decisioni che riguardano il ritorno in aula. E, anche se non hanno problemi con gli strumenti digitali, 6 adolescenti su 10 trovano che la didattica online abbia aggiunto stress allo studio, e questo è vero soprattutto per le ragazze.

La scuola oltre la Dad L’esperienza della scuola a distanza ha portato anche esperienze e vissuti positivi, che i giovani vorrebbero ritrovare una volta rientrati in classe. Ad esempio, gli studenti hanno apprezzato la maggiore flessibilità degli orari e la partecipazione nella definizione del calendario con gli insegnanti (58%), seguita da classi di recupero per chi è in difficoltà (37%) e dall’utilizzo di materiale didattico online come integrazione ai testi. Solo un adolescente su quattro, però, vorrebbe continuare a mantenere alcune sessioni di didattica a distanza. Per aiutare gli studenti in difficoltà economiche, un adolescente su 3 vorrebbe più borse di studio e l’integrazione del bonus cultura, ad esempio con un’apertura alle attività socio-ricreative. Tra le iniziative extra-scolastiche, i ragazzi vorrebbero campi sportivi e laboratori artistici aperti a tutti. Probabilmente il periodo di lockdown ha avvicinato i giovanissimi a nuovi hobby e passioni, che vorrebbero portare avanti anche quando tutto sarà tornato alla normalità

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