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Qual è il condizionatore perfetto per casa?

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Quale climatizzatore scegliere per i vari ambienti di casa? La domanda può apparire banale ma è bene sapere che spesso compriamo, senza saperlo, condizionatori sovradimensionati rispetto gli ambienti che desideriamo rinfrescare.

Evita un acquisto sovradimensionato

La conseguenza è quella dell’ovvio esborso maggiore che si sarebbe potuto evitare, ma anche di consumi che saranno sicuramente maggiori rispetto quelli di un modello più piccolo e meno potente che sarebbe stato ugualmente adatto. Quando acquistiamo un climatizzatore dunque, la prima cosa sulla quale dobbiamo concentrare la nostra attenzione è la sua potenza è espressa in BTU: per un ambiente grande all’incirca 30 metri quadri, un condizionatore d’aria di potenza pari a 9000 BTU circa è più che sufficiente.

Basta tenere a memoria questa proporzione per riuscire ad acquistare un prodotto commisurato alle proprie necessità, evitando acquisti errati o prodotti ben più potenti di quel che effettivamente sarebbe servito.

Su brezzaclima.it puoi visionare tantissimi modelli di climatizzatori, così che individuare quello più adatto all’utilizzo che intendi farne sarà veramente semplice. Troverai ottimi modelli da parete ma anche da pavimento, delle migliori marche e soprattutto a risparmio energetico, ideali per diminuire i consumi e al tempo stesso rispettare l’ambiente che ci circonda.

Interessanti funzioni che sfruttano la domotica

Ogni singolo articolo presenta una dettagliata scheda prodotto, la quale riporta importanti informazioni tecniche circa la potenza e le caratteristiche di ogni climatizzatore. Alcuni climatizzatori Samsung ad esempio, presentano l’importante funzione “sleep” che consente di addormentarsi al fresco con il climatizzatore in funzione e di programmarne lo spegnimento ad una precisa ora della notte. Altri invece sono azionabili direttamente con i comandi vocali di Alexa o Google Home, così come tramite il Wi-fi.

L’estate sta per arrivare: affrontala con serenità grazie ad un nuovo e potente climatizzatore, e sfrutta le offerte in corso per risparmiare veramente.

Specchi in casa: dove posizionarli e dove no

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Tutti noi dovremmo posizionare almeno uno specchio in casa, in particolar modo laddove ci sia la necessità di arricchire una parete o una zona particolare del nostro appartamento. Uno specchio infatti, è sicuramente molto importante nell’ambito della vivibilità di una stanza, e parecchie sono oggi le tendenze grazie anche alle proposte  degli interior designer più noti.

Molti sono quelli che ad esempio usano adoperare uno specchio laddove un ambiente sia relativamente piccolo, e vi sia dunque la necessità di aumentare lo spazio percepito attraverso questa illusione ottica. Oggi lo specchio dunque, non serve più esclusivamente a poterci guardare e osservare bene ciò che indossiamo, ma anche per aumentare le dimensioni di una stanza.

Dove è preferibile mettere uno specchio?

La tendenza oggi non è più, come fino a qualche anno fa, quella di avere specchi appesi alle pareti, ma al contrario di avere degli specchi che sono semplicemente poggiati alle pareti. Questo è il risultato di una continua ricerca di ciò che è originale e particolare e che è in grado di dare vita a specchi di design davvero molto particolari.

Sicuramente la camera da letto è uno dei luoghi più azzeccati in cui posizionare uno specchio, dato che presumibilmente è questa la stanza di casa in cui ci vestiamo e dunque è qui che abbiamo necessità di poterci guardare per intero.

Se si decide di optare per uno specchio con cornice è bene prestare attenzione al fatto che questa si adatti bene con tutto ciò che è presente nella stanza. Un altro ambiente in cui potremmo certamente aver bisogno di uno specchio è il bagno, meglio ancora se posizioniamo alcune luci nella parte superiore così da poter essere perfettamente illuminati quando ci osserviamo.

Dove non posizionare specchi in casa

Ci sono infine alcune zone di casa in cui è preferibile non andare ad inserire uno specchio: per esempio è bene non posizionare specchi di fronte ad una finestra per evitare dei riflessi che possono essere fastidiosi, o per evitare che qualcuno dall’esterno possa guardare cosa stiamo facendo dentro casa proprio grazie allo specchio.

Individuato il punto perfetto in cui posizionare il nostro nuovo specchio, potremmo godere dei vantaggi soprattutto nel caso in cui si tratti di uno specchio particolare e ricercato nel design.

Inflazione torna positiva dopo 8 mesi, a gennaio +0,4%.

Nel mese di gennaio, l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,7% su base mensile rispetto allo -0,2% di dicembre, e un aumento dello 0,4% su base annua. Dopo otto mesi di variazioni negative dei prezzi al consumo a gennaio 2021 l’inflazione torna quindi positiva. La stima preliminare era +0,2%. L’inflazione torna positiva prevalentemente per l’attenuarsi della flessione dei prezzi dei beni energetici, passati da -7,7% del mese precedente a -4,9%, sia nella componente regolamentata (da -7,0% a -2,1%) sia in quella non regolamentata (da -8,1% a -6,3%), e in misura minore per l’accelerazione di quelli dei beni durevoli (da +0,6% a +1,2%) e per il calo meno ampio dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da -0,7% a -0,1%).

Crescono i prezzi dei beni energetici, dei beni durevoli e dei beni alimentari

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici, sono entrambe in crescita (+0,8%) rispetto al +0,6% di dicembre. L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei beni energetici sia regolamentati (+4,8%) sia non regolamentati (+2,3%), dei beni durevoli (+1,0%) e dei beni alimentari (+0,8%) riporta Askanews. L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +0,6% per l’indice generale e a +0,3% per la componente di fondo.

L’Ipca registra una diminuzione dello 0,9% su base mensile

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona decelerano da +0,6% a +0,4%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto attenuano la loro flessione da -0,3% a -0,1%. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una diminuzione dello 0,9% su base mensile e un aumento dello 0,7% su base annua (da -0,3% di dicembre), mentre la stima preliminare era +0,5%. La crescita tendenziale più marcata dell’Ipca rispetto a quella del Nic si deve ai prezzi di abbigliamento e calzature, che su base annua aumentano del 5,2%, invertendo la tendenza e accelerando da -0,2% di dicembre.

L’Indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,6% su base mensile

L’avvio dei saldi invernali diversificato tra le regioni, a differenza dello scorso anno quando iniziarono tra il 4 e il 5 gennaio, produce infatti un calo congiunturale dei prezzi di abbigliamento e calzature (-18,5%) meno ampio di quello di gennaio 2020 (-22,7%), che si riflette sulla dinamica tendenziale sia di questo raggruppamento merceologico sia dell’indice generale. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,6% su base mensile e dello 0,2% su base annua.

Le tendenze per il food nel 2021, dai climatariani ai super frutti dell’Amazzonia

L’emergenza sanitaria ha ridefinito molti settori economici, compreso quello alimentare, cambiando i paradigmi e le scelte di milioni di persone. Una ricerca americana dell’International Food Information Council pubblicata su Forbes mostra come il 54% dei consumatori nel 2020 abbia deciso di adottare un’alimentazione più sana rispetto a dieci anni fa. E secondo l’indagine di Innova Marketing Insights, pubblicata su Food Industry Executive, nei prossimi anni aumenteranno i consumi legati ai cibi plant-based. Quanto all’anno appena iniziato, la testata americana Glipsecorp ha individuato i 10 trend principali legati al food per il 2021. Primo fra tutti, il ritorno dei “climatariani”, coloro che seguono una dieta indicata per combattere il cambiamento climatico.

Insetti e fitonutrienti per migliorare le funzioni immunitarie

I cibi del futuro però saranno a base di insetti, fonte di proteine più sostenibili. Minor impatto ambientale e alto valore nutrizionale sono le caratteristiche che hanno permesso lo “sdoganamento” degli insetti da parte della European Food Safety Authority. Da una ricerca di Dealroom, pubblicata su Bloomberg, è emerso che si tratterà di un business dagli oltre 4,1 miliardi di dollari entro il 2025. Tra le principali tendenze alimentari del 2021 figura anche quella dei fitonutrienti, composti vegetali ricchi di proteine e vitamine, ideali per migliorare le funzioni immunitarie. Tanto che secondo una ricerca di Businesswire entro il 2023 il loro consumo raggiungerà 24 miliardi di dollari.

Dai super fruit al foraging, rimettersi in forma dopo i lockdown

Quanto ai super cibi sono in arrivo i super-frutti dell’Amazzonia, come buriti e camu-camu, ricchi di vitamina A e C, e minerali come ferro e calcio, utili per rimettersi in forma dopo i lockdown. Aumenterà anche la richiesta di cibi ad alto contenuto di vitamina D, magnesio, probiotici: secondo un sondaggio di Innova Market Insights 3 consumatori su 5 sono alla ricerca di alimenti che possano aiutare la salute mentale e garantire una migliore qualità del sonno. Non è tutto, perché spopolerà anche la pratica del foraging, ovvero raccogliere piante e ingredienti nei boschi e lungo i fiumi, una pratica sempre più frequente anche nel post pandemia.

Packaging alternativo e cibo intelligente

Oltre al boom del biologico, e la crescita costante del food delivery, l’emergenza sanitaria ha aumentato anche la necessità di trasparenza delle aziende nei confronti dei consumatori, che presteranno molta più attenzione all’origine dei prodotti. Importante sarà anche utilizzare un packaging alternativo alla plastica, che secondo Market Allied Research aumenterà del 12,4% entro il 2022. Un ulteriore trend sarà la digitalizzazione della catena alimentare. Come? Grazie alla presenza di cibi interamente creati da intelligenze artificiali, almeno, secondo una ricerca riportata da Today. 

La Polizia postale lancia l’allarme, attenzione ai furti di account su WhatsApp

Gli utenti di WhatsApp devono fare attenzione: il loro account potrebbe essere preso di mira dai cybercriminali. Un numero sempre più ampio di cittadini sta segnalando alla Polizia Postale e delle Comunicazioni la ricezione sul proprio smartphone di alcuni sms sospetti, che però appaiono inviati da utenti presenti all’interno della propria rubrica. I messaggi in questione contengono più o meno la frase: “Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?”. Ma il codice, se inviato, consente ai cybercriminali di impadronirsi dell’account WhatsApp, e di sfruttare il servizio di messaggistica istantanea per compiere ulteriori frodi. L’allarme arriva dalla Polizia Postale, che fornisce alcuni consigli per evitare il furto del proprio account. Un furto che sta colpendo migliaia di cittadini in tutta Italia.

Una sorta di catena di Sant’Antonio fraudolenta

Molto spesso gli utenti, tratti in inganno dalla presunta conoscenza del mittente, non esitano ad assecondare la richiesta rispondendo al messaggio, ignari di essere vittime di una truffa. Ma come avviene la frode? I cybercriminali agiscono utilizzando il numero di telefono della vittima, e una volta che hanno avuto accesso ai contatti salvati nella rubrica innescano una sorta di catena di Sant’Antonio, riporta Ansa. In pratica, il profilo WhatsApp dell’utente che richiede di inviargli il codice è effettivamente un contatto presente nella rubrica, che a sua volta ha avuto la violazione del suo account, attraverso la stessa condotta fraudolenta.

Attivare la verifica in due passaggi presente nell’area impostazioni-account

La Polizia Postale e delle Comunicazioni ricorda che i codici che arrivano per sms sono strettamente personali e non vanno mai condivisi, anche se richiesti da un nostro contatto o da amici e perfino da familiari. Non bisogna infatti mai cliccare su eventuali link presenti negli sms, e la Polizia Postale consiglia di attivare la cosiddetta verifica in due passaggi, disponibile nell’area impostazioni-account dell’app. La verifica permette di inserire un codice personale a sei cifre, che il sistema richiede al primo accesso e per tutte le operazioni di modifica che si andranno a effettuare sul proprio profilo.

Come recuperare il proprio account?

Nel caso però che ormai si sia caduti nella frode è necessario avvisare subito i propri contatti, in modo che questi a loro volta non diventino potenziali vittime della catena. Ma come recuperare il proprio account? La Polizia Postale raccomanda di seguire queste indicazioni: “accedi a WhatsApp con il tuo numero di telefono e verifica il numero inserendo il codice a 6 cifre che ricevi tramite sms; una volta inserito il codice sms a 6 cifre, chiunque stia usando il tuo account verrà automaticamente disconnesso. Ti potrebbe anche essere richiesto di fornire il codice della verifica in due passaggi. Se non conosci il codice, la persona che sta usando il tuo account potrebbe aver attivato la verifica in due passaggi”. In quel caso, avvisare immediatamente la Polizia Postale.

La ripresa dei consumi è lenta, gli investimenti in recupero

Dopo il ritorno a una crescita economica sostenuta nel terzo trimestre, a cui hanno contribuito le politiche di sostegno messe in atto dal Governo, l’aumento dei contagi degli ultimi mesi si riflette sulle prospettive di breve termine. Nonostante le misure di incentivi, la ripresa dei consumi è lenta, e lo sarà almeno fino al 2023. A quanto si legge nelle Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana della Banca d’Italia nei prossimi tre anni la ripresa dei consumi delle famiglie italiane, “frenata da una ancora elevata propensione al risparmio precauzionale”, sarà più graduale rispetto a quella del Pil, e sarà riassorbita solo gradualmente. Secondo le previsioni di Bankitalia gli investimenti però dopo la forte caduta quest’anno saranno in recupero, in misura più accentuata di quanto atteso a luglio nel bollettino economico.

Scambi di beni su valori pre-crisi già a inizio 2021

La domanda estera per i beni prodotti nel nostro Paese, caduta di oltre il 10% quest’anno, tornerebbe a espandersi in media di circa il 5% all’anno nel prossimo triennio. Secondo Bankitalia gli investimenti saranno “sospinti dagli interventi finanziati con i fondi Next Generation Eu nonché dalle favorevoli condizioni di finanziamento. La significativa ripresa delle esportazioni dopo la flessione nell’anno in corso proseguirebbe a ritmi in linea con le ipotesi per la domanda estera. L’espansione sarebbe trainata dagli scambi di beni, che si riporterebbero sui valori pre-crisi già a inizio 2021, mentre quelli di servizi risentirebbero più a lungo della debolezza dei flussi turistici internazionali”.

Gli occupati torneranno ad aumentare nel 2022

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, riporta Askanews, “si valuta che il numero di ore lavorate diminuisca quest’anno di quasi il 13%, e tornerebbe a crescere nel corso del prossimo triennio, recuperando gran parte della caduta entro il 2023 – si legge ancora nel documento -. La diminuzione del numero di occupati quest’anno sarebbe stata limitata all’1,8%, grazie all’esteso ricorso alla cassa integrazione. Dopo una riduzione nel 2021, che riflette l’effetto ritardato della crisi pandemica, gli occupati tornerebbero ad aumentare nel 2022 e nel 2023”.

Nel 2021 l’inflazione rimane molto bassa

I prezzi al consumo quest’anno diminuiranno lievemente, “principalmente per effetto della caduta di oltre il 30% delle quotazioni del petrolio. L’inflazione rimarrebbe molto bassa nel 2021 – scrive Bankitalia – risentendo degli ampi margini di capacità inutilizzata che frenerebbero gli aumenti salariali, e si tradurrebbero in politiche di prezzo prudenti delle imprese”. In seguito l’inflazione tornerebbe a salire gradualmente, portandosi nel 2023 all’1,2%.

“Lo scenario di base è fortemente dipendente dalle ipotesi sull’evoluzione della pandemia – spiega Via Nazionale -. Minori ripercussioni dei contagi sull’attività all’inizio del 2021 potrebbero tradursi in un ritmo di crescita più elevato nella media dell’anno prossimo”. Di contro, un prolungamento degli effetti sfavorevoli della pandemia a livello globale, se non contrastati dalle politiche economiche, potrebbe rappresentare un rischio per le prospettive di crescita , influendo negativamente sui comportamenti di consumo e investimento, sugli scambi internazionali e le condizioni finanziarie.

Web marketing: questo sconosciuto?

SEO, social media marketing, content marketing, advertising… tutti termini che conoscete vero? O forse pensate di conoscere? Nel panorama del digital marketing, il web marketing è probabilmente il mercato più importante che oggi le diverse agenzie si spartiscono. Le aziende italiane, piccole e medie sopratutto, sono decisamente indietro rispetto ai principali paesi europei quando si parla di web marketing: ecco quindi che i margini e le prospettive per chi opera nel settore sono decisamente ancora molto ampi e potenzialmente infiniti.

Ma quante aziende davvero sono in grado di approcciare all’argomento in modo consapevole? Quante, invece, rischiano di perdersi o, peggio, essere sostanzialmente in balia delle web agency che ne decidono strategie ed investimenti? Rispondiamo noi: sono poche le prima, molte le seconde. Il motivo è presto detto: il web è “fumo”, tutto ciò che viene offerto dagli esperti (a volte presunti tali) di posizionamento sui motori di ricerca, social network ed in generale contenuti digitali, sono servizi che non puoi “toccare” ed a volte nemmeno misurare.

Ci vengono però incontro alcuni strumenti ed alcune risorse, del tutto gratuite, che ci consentono:

  • di prepararci meglio all’argomento
  • di poter avere visione dei risultati

La prima cosa da fare è un minimo di studio: cercare di capire i fondamenti del posizionamento su Google, capire un minimo le dinamiche che determinano il successo di un sito web ed imparare alcune terminologie chiave quali tasso di conversione, frequenza di rimbalzo ed engagment. Consigliamo di consultare i numerosissimi blog presenti sul web per una prima infarinatura, cercando di evitare quelli troppo tecnici e partendo dal principio.

Per poter invece avere una visione di ciò che sta accadendo, cominciamo a verificare di avere a disposizione uno strumento di analisi quale Google Analitycs: con una semplice integrazione da eseguire sul sito web, è possibile capire da dove arriva il traffico e come si comporta il target che “atterra” su un sito web. In questo modo, è molto più semplice scegliere a quale canale destinare il proprio budget ma, sopratutto, misurarne la resa.

Un ultimo consiglio: affidatevi a persone competenti che possano in qualche modo provare la loro esperienza e capacità, perchè in un settore che non richiede alcun titolo particolare e che, come detto, si basa su un prodotto immateriale e non facilmente misurabile, è molto e troppo semplice spacciarsi esperti anche quando non lo si è affatto…

Unicef, cosa pensano i ragazzi della scuola in Dad

Qualche difficoltà c’è, ma non è una situazione critica. Certo è che la didattica a distanza “stressa” , anche se lascia più spazio alla flessibilità di fruizione delle lezioni e degli eventuali corsi di recupero. Sono solo alcune delle opinioni espressi dai giovanissimi italiani coinvolti nel sondaggio dell’Unicef “The Future We Want”, che ha raccolto la voce di giovanissimi fra i 15 e i 19 anni di età. I risultati principali dicono che i ragazzi sono in generale soddisfatti della loro vita, preoccupati per il benessere economico e la salute, positivi sull’ambiente e sulle relazioni sociali. Dopo la recente pandemia gli adolescenti che vivono in Italia si dichiarano soddisfatti della vita in generale – (mediamente 6,5 su una scala da 1 a 10). Guardando alle diverse valutazioni, supera di poco il 6 il benessere economico mentre non raggiunge la sufficienza la valutazione sulla salute (5,9), sulla quale ha pesato la percezione di insicurezza e fragilità legata alla pandemia. Soddisfazione alta invece per l’ambiente, ma anche per i rapporti interpersonali coltivati all’interno della famiglia. E il rapporto con la scuola?

Il desiderio di essere più coinvolti

Anche se circa la metà dei ragazzi intervistati si dice soddisfatto dell’ambiente che la propria scuola è riuscita a creare durante il periodo dell’isolamento, molti vorrebbero essere più coinvolti nelle decisioni che riguardano il ritorno in aula. E, anche se non hanno problemi con gli strumenti digitali, 6 adolescenti su 10 trovano che la didattica online abbia aggiunto stress allo studio, e questo è vero soprattutto per le ragazze.

La scuola oltre la Dad L’esperienza della scuola a distanza ha portato anche esperienze e vissuti positivi, che i giovani vorrebbero ritrovare una volta rientrati in classe. Ad esempio, gli studenti hanno apprezzato la maggiore flessibilità degli orari e la partecipazione nella definizione del calendario con gli insegnanti (58%), seguita da classi di recupero per chi è in difficoltà (37%) e dall’utilizzo di materiale didattico online come integrazione ai testi. Solo un adolescente su quattro, però, vorrebbe continuare a mantenere alcune sessioni di didattica a distanza. Per aiutare gli studenti in difficoltà economiche, un adolescente su 3 vorrebbe più borse di studio e l’integrazione del bonus cultura, ad esempio con un’apertura alle attività socio-ricreative. Tra le iniziative extra-scolastiche, i ragazzi vorrebbero campi sportivi e laboratori artistici aperti a tutti. Probabilmente il periodo di lockdown ha avvicinato i giovanissimi a nuovi hobby e passioni, che vorrebbero portare avanti anche quando tutto sarà tornato alla normalità

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