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TV, arriva il passaggio al digitale terrestre

Ci siamo: dopo gli annunci, che un po’ hanno fatto spaventare i fedelissimi della TV tradizionale, arriva in Italia la rivoluzione del digitale terrestre. In sintesi, con le nuove modalità  non tutti gli apparecchi televisivi e i decoder sono in grado di supportare il più recente standard: se così non fosse, bisogna cambiare televisore anche usufruendo dei Bonus TV previsti dal Ministero dello Sviluppo Economico per continuare a vedere l’intera programmazione televisiva.

La nuova codifica DVBT/MPEG4

A partire da metà ottobre, quindi, alcuni programmi nazionali verranno trasmetti con la codifica DVBT/MPEG4, che assicura una qualità nettamente migliore a quella attuale. I programmi trasmessi in questa modalità dovranno essere identificati dai fornitori di contenuti. La road map di questo switch off prevede delle tappe, identificate anche con precise aree geografiche: 15 novembre-18 dicembre lo switch off comincia in area 1A cioè la Sardegna; 3 gennaio-15 marzo 2022 si passa in area 2 per il nuovo digitale terrestre. Le Regioni: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne la provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano. Coinvolta anche anche l’area 3 con Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza; 1 marzo-15 maggio parte l’area 4 con Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Marche; 1 maggio- 30 giugno 2022 chiude con l’area 1B: Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania. Il passaggio definitivo al DBV-T2 avverà il 1° gennaio 2023.

Cambieranno per primi i canali tematici

Cosa succede in casa Rai e Mediaset, i principali fornitori di programmi in chiaro? In Rai, ad essere interessati dal cambiamento verso la qualità HD, saranno i nove canali “tematici” – Rai 4, Rai 5, Rai Movie, Rai Yoyo, Rai Sport+ HD, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Premium e Rai Scuola – mentre resteranno “contemporaneamente” visibili (sia in alta che in bassa risoluzione) a tutti gli utenti, le tre reti ammiraglie Rai1, Rai2 e Rai3, e la rete di informazione Rainews24. Per Mediaset invece, a fare da apripista per l’alta definizione saranno i canali specifici TGCOM24, Mediaset Italia 2, Boing Plus, Radio 105, R101 TV e Virgin Radio TV; mentre rimarranno contemporaneamente visibili tutti gli altri canali. In questa prima fase, quindi, potranno continuare a ricevere tutti i canali RAI e Mediaset sopra citati solo gli utenti che siano in possesso di TV o decoder che supportano il nuovo sistema di codifica MPEG-4, spiega una nota del Mise.

Ancora in salita i prezzi delle abitazioni: i dati del secondo trimestre

Anche se i dati sono provvisori, fanno sicuramente ben sperare per l’andamento del mercato immobiliare italiano e in generale dell’economia del nostro paese. Stiamo parlando delle stime preliminari diffuse dall’Istat, l’Istituto di Statistica Italiano, che rivelano che nel secondo trimestre 2021 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, aumenta dell’1,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% nei confronti dello stesso periodo del 2020 (era +1,7% nel primo trimestre 2021).

Le migliori performance? Del nuovo

E’ da attribuire in particolare modo ai prezzi delle abitazioni nuove l’’aumento tendenziale dei prezzi. Le nuove abitazioni hanno infatti messo a segno un +2% ( comunque in rallentamento dal +4,0% nel primo trimestre). In questo contesto, crescono anche i prezzi delle abitazioni preesistenti, anche si poco (+0,1%) e pure con incrementi in calo (+1,2% nel trimestre precedente). Questi andamenti si registrano in un quadro di netta espansione dei volumi di compravendita (+73,4% la variazione tendenziale registrata nel secondo trimestre 2021 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale), la cui ampiezza è largamente imputabile al confronto con il secondo trimestre del 2020, quando le misure adottate per il contenimento del Covid-19 hanno drasticamente limitato la possibilità di stipulare i rogiti notarili, soprattutto ad aprile. La variazione rispetto al secondo trimestre del 2019 (non influenzata quindi dalle misure di lockdown) è comunque marcata (+26,1%) a conferma del contesto di chiara ripresa del mercato immobiliare residenziale. Su base congiunturale l’aumento dell’IPAB (+1,7%) è imputabile unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che crescono del 2,1% mentre quelli delle abitazioni nuove restano stabili. Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2021 è pari a +2,0%.

Crescita dal Nord al Sud del Paese nel secondo trimestre

Un ulteriore dato positivo è che l’andamento è abbastanza omogeneo in tutte le aree del Paese. Infatti in tutte tutte le ripartizioni geografiche si registra, su base congiunturale, una crescita dei prezzi delle abitazioni. Le cose cambiano se si analizzano i dati su base annua: in questo caso le dinamiche sono differenti. Nel Nord-Ovest e nel Nord-Est la crescita dei prezzi delle abitazioni è lieve e rallenta in misura ampia rispetto al trimestre precedente (rispettivamente da +1,8% a +0,1% e da +2,3% a +0,3). Nel Centro i prezzi delle abitazioni mostrano un aumento più marcato della media nazionale e in lieve decelerazione rispetto al primo trimestre (da +1,4% a +1,2%). Nel Sud e Isole, invece, i prezzi flettono di poco, invertendo la tendenza (da +1,4% a -0,2%).

Arriva Super Follows di Twitter, e i creatori monetizzano gli abbonamenti

Vendere abbonamenti per l’accesso a contenuti speciali. È quanto permette la funzione Super Follows, lanciata ufficialmente di Twitter, che consente ai creatori, come personaggi famosi, musicisti, attori, influencer, giornalisti, esperti di offrire contenuti ai propri abbonati a una tariffa compresa tra i tre e i 10 dollari al mese. La piattaforma non percepirà più del 3% degli abbonamenti come commissione di transazione fino a quando un creatore non raccoglierà 50.000 dollari, a quel punto la quota di Twitter salirà al 20%. 
L’esperimento è partito dagli Usa e il Canada, ed è al momento valido per l’app Twitter su piattaforma iOs. In seguito sarà disponibile anche sugli smartphone dotati di software Android, riporta Ansa

Un nuovo modo di guadagnare entrate mensili

Insomma, Super Follows è un nuovo modo di guadagnare entrate mensili condividendo contenuti riservati agli abbonati con i loro follower su Twitter. “Con Super Follows, le persone possono creare un livello extra di conversazione su Twitter condividendo Tweet bonus, e altro ancora, per interagire in modo autentico con i follower più coinvolti. Il tutto guadagnando denaro”, spiega in un post di Twitter Esther Crawford, product manager della piattaforma. La creazione di contenuti Super Follows è per chiunque intenda guidare la conversazione pubblica su Twitter, inclusi attivisti, giornalisti, musicisti, scrittori, giocatori, appassionati di astrologia, esperti di bellezza, comici, e tanti altri.

Un badge segnala i Super Followers

Attraverso Super Follows, le persone possono impostare un abbonamento mensile di 2,99, 4,99 o 9,99 dollari al mese per monetizzare bonus, e contenuti ‘dietro le quinte’ per i loro follower più coinvolti. E i follower ottengono un accesso extra speciale ai loro pensieri non filtrati, anteprime anticipate e conversazioni riservate agli abbonati dai loro account preferiti.
“I creatori possono trovare e interagire con i loro Super Follower cercando il badge Super Follower. Questi badge pubblici verranno evidenziati sotto il nome dei Super Follower ogni volta che rispondono al Tweet di un creator”, aggiunge Crawford.

I requisiti per essere idoneo a richiedere l’iscrizione

“Abbiamo appena iniziato e quindi per ora, un piccolo gruppo negli Stati Uniti che ha presentato domanda può impostare un abbonamento Super Follows – spiega ancora Esther Crawford -. Le persone possono continuare a fare domanda per iscriversi alla lista d’attesa per configurare un abbonamento Super Follows aprendo la barra laterale sulla timeline principale, toccando Monetizzazione, quindi selezionando Super Follows. Per essere idoneo per la lista d’attesa in questo momento, devi avere 10K o più follower, avere almeno 18 anni, aver twittato 25 volte negli ultimi 30 giorni, essere negli Stati Uniti e seguire la nostra politica sui super follower”.

Un sonnellino aumenta la produttività, anche in azienda

Vorresti essere più produttivo? Fai un pisolino! Pare proprio che la pennichella sia una risorsa preziosa per rinfrescare e ricaricare la mente, a tutto vantaggio del lavoro e della creatività. D’altronde gli esempi illustri non mancano: Albert Einstein, Leonardo Da Vinci, Thomas Edison e Winston Churchill sono solo alcuni dei cervelli celebri che praticavano l’arte del sonnellino. E molte imprese stanno prendendo in considerazione questo piacevole break per il benessere dei dipendenti e per i risultati aziendali: secondo un sondaggio della Society for Human Resource Management (SHRM), circa il 6% delle organizzazioni statunitensi, tra cui The Huffington Post, Nike e Pizza Hut, ha iniziato a fornire stanze per il pisolino ai propri dipendenti. Postazioni per i sonnellini, amache per i pisolini e persino suite per mini dormite si sono fatte strada negli aeroporti, nelle università e nei centri commerciali.

La mancanza di sonno “costa” cara 

Se si ha difficoltà a rimanere concentrati e rispettare le scadenze sul lavoro, dietro potrebbe esserci una ragione scientifica. Secondo la rivista Sleep, la mancanza di sonno costa alle aziende statunitensi ben 63 miliardi di dollari di perdita di produttività ogni anno. La ricerca mostra che anche un pisolino di 30 minuti può migliorare la memoria e aumentare la concentrazione. Ma il pisolino serve anche ad abbassare i livelli di stress: quando si dorme, il cervello elabora i sentimenti e le esperienze vissuti durante il giorno. Di conseguenza, se il sonno viene interrotto o è troppo breve, rimangono più emozioni negative che positive. Diversi studi illustrano l’impatto benefico che un minore livello di stress ha sulla salute e, di conseguenza, sulle prestazioni. Il sonnellino può ridurre l’ansia e la depressione a livello chimico, abbassando al minimo i livelli di cortisolo (un ormone che eleva la glicemia).

Il pisolino migliora la memoria

Concedersi qualche momento di sonno extra ha anche un impatto significativo sulla memoria. Ad esempio, se si tende a replicare sempre gli stessi errori oppure a  scordare facili incombenze, il pisolino potrebbe essere la risposta. “Sonnecchiare”, anche non in maniera profonda, aiuta a potenziare la memoria. Uno studio della Nasa ha scoperto che il pisolino migliora attivamente la memoria sul lavoro, il che comporta la focalizzazione dell’attenzione su una mansione mentre si tengono in memoria altri compiti. E’ una dote importante quando si devono svolgere compiti complessi, come la gestione delle missioni spaziali, ma la regola è valida in ogni ambito lavorativo! 

Sport, l’antistress che piace ai giovani

Nell’immaginario collettivo, lo sport è salute e soprattutto inclusione. Dopo la lunga esperienza del Covid, è ancora così? Terre des Hommes e OneDay l’hanno chiesto a mille giovanissimi di tutta Italia, tra i 13 e i 23 anni, attraverso l’Osservatorio Permanente sullo Sport e le Nuove Generazioni. Il risultato, in estrema sintesi, è che lo sport piace a tutti, ma non è poi così inclusivo, anzi è spesso scenario di discriminazioni e abusi. Ancora, nello sport non si investe abbastanza tempo e abbastanza denaro.

Le motivazioni per farlo
La reclusione portata dai lockdown e le lunghe limitazioni dell’ultimo periodo sono sicuramente responsabili del nuovo significato che viene attribuito all’attività fisica. In base ai dati raccolti dallo studio, infatti, 6 ragazzi su 10 dicono che il motivo per cui fanno attività fisica è proprio per scaricare stress, ansie e fatiche scolastiche, mentre solo il 37% dice di farlo per passione.
Ragazzi e ragazze credono nello sport come strumento di inclusione, però il 77% di loro ritiene che lo Stato e le Istituzioni non investono abbastanza per renderlo tale, tanto che nelle scuole e nelle città non ci sono sufficienti strutture per renderlo accessibile a tutti gratuitamente (il 50% dei giovani dichiara che nelle loro scuole non hanno campi sportivi).

Differenze di genere, abusi e molestie, quello che non ti aspetti dallo sport
In tema di differenze di genere, i giovani della generazione Z ritengono che spesso, e ingiustamente, i ragazzi siano avvantaggiati rispetto alle ragazze nella carriera sportiva così come negli stipendi (sostenuto da oltre il 90%) e che dentro e fuori dalle competizioni sportive troppo spesso si verifichino episodi di bullismo (42%), violenza (verbale e fisica, rispettivamente per il 72% e 46%), abusi e molestie sessuali (17%). Infine, circa 1/3 tra ragazzi e ragazze dice di aver subito comportamenti inappropriati da parte di adulti e il 45% da pari.

Ragazzi protagonisti del cambiamento
Consapevoli come nessun altro di quello che non va, i ragazzi vogliono essere protagonisti del cambiamento. Il 60% di loro, infatti, vorrebbe contribuire a scrivere un regolamento condiviso da atleti, famiglie e società sportive per renderlo più equo, inclusivo e sicuro.
“Attraverso questo Osservatorio ragazzi e ragazze ci fanno capire quanto lo sport sia una parte fondamentale della loro vita, esprimendo tutto il disagio che hanno vissuto in questo anno e mezzo di pandemia, quando non hanno potuto praticarlo regolarmente – commenta Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes Italia -. Non solo, i giovanissimi ci dicono anche chiaramente tutto quello che non va nel mondo dello sport, dove purtroppo sono presenti discriminazioni, bullismo e abusi. I campi da gioco sono un luogo cruciale per la crescita di bambini, bambine, ragazze e ragazzi e dobbiamo garantire che siano un ambiente sicuro, sereno e piacevole per tutti”.

Arriva anche in Italia il livestream shopping

Esploso nel 2020 con la pandemia, ora il livestream shopping arriva anche in Italia. Il nuovo fenomeno di e-commerce per vendere prodotti direttamente in streaming è nato in Cina, dove rappresenta l’11,7% delle vendite totali di e-commerce, e quest’anno è cresciuto del +85% generando 300 miliardi di dollari.
Proprio per le grandi prospettive di crescita e potenziale, Flyer Tech ha annunciato la nascita nel mercato italiano di Marlene, la nuova piattaforma B2B di livestream shopping. Marlene è infatti una piattaforma interattiva ‘one to many’ rivolta a retailer e proprietari di e-commerce che puntano a connettersi più direttamente con i consumatori attraverso contenuti video in tempo reale.

I video in live streaming rendono l’esperienza d’acquisto dei clienti interattiva

I video in live streaming sono infatti pensati come show in cui gli streamer, oltre a presentare i prodotti di un e-commerce, rendono l’esperienza d’acquisto dei clienti interattiva. I merchant possono così sfruttare le community di influencer con i quali già collaborano per nutrire la Customer Base e aumentare le vendite.
Questa tipologia di shopping garantisce un tasso di conversione cinque volte superiore rispetto alla vendita digitale tradizionale: le stime indicano un +600% di engagement rate, +400% di prodotti aggiunti nel carrello e +669% sulle vendite.

I semplici utenti diventano veri e propri fan

“Con l’emergere della cultura partecipativa, gli utenti delle piattaforme di e-commerce in live streaming hanno formato dei gruppi nei quali i semplici utenti sono diventati veri e propri fan – spiega Marianna Chillau, ceo e co-founder di Marlene e Transactionale, nonché Presidente e fondatrice di 4eCom, Associazione di soluzioni digitali nel mondo dell’e-commerce -. Il cosiddetto ‘effetto gruppo’ fa sì che il live streaming stimoli i consumatori ad acquistare maggiormente rispetto al modo tradizionale”.

Marlene porta direttamente sul sito dell’e-commerce 

E dalla live su Facebook alla shopping experience, Marlene porta direttamente sul sito dell’e-commerce. La piattaforma offre agli e-shop la possibilità di spostare la propria clientela sul sito stesso dello store, obiettivo principale di ogni merchant. Durante le sessioni di live shopping, alle quali possono partecipare migliaia di utenti contemporaneamente, i merchant possono mostrare i prodotti, interagire con la clientela e rispondere ad eventuali domande e curiosità, riporta Adnkronos.
“I clienti da Facebook possono andare sul sito dello store e sono così più incentivati ad acquistare – aggiunge la ceo – potendo trovare sull’e-commerce sia i prodotti presentati in diretta streaming sia articoli simili di potenziale interesse per loro”. 

I trend dell’effetto Covid sulla casa e gli italiani

L’effetto dirompente del Covid sulle abitudini degli italiani ha coinvolto due temi chiave del Paese, la casa e la famiglia, strettamente connessi con il welfare e il risparmio. Il Rapporto Nomisma “La Casa e gli Italiani”, ha rilevato tre apprendimenti: il primo riguarda l’accelerazione digitale, probabilmente irreversibile, che sfida a riprogettare i servizi, le abitazioni, e le città in cui viviamo. Il secondo riguarda la città diffusa, che spesso produce isolamento e non diminuisce l’impronta ecologica. Il processo di urbanizzazione e la spinta ad avere una casa di proprietà non ha infatti prodotto quell’abitare sociale in grado di migliorare la qualità dei territori. Il terzo apprendimento riguarda invece l’imprevedibilità. La pandemia infatti ha svelato la nostra fragilità, e nella società odierna le transizioni improvvise dell’esistenza impattano sull’abitare.

L’abitare-arricchito e la dimensione outdoor 

“La pandemia ha costretto le famiglie a fare il punto sulla casa, almeno nella dimensione indoor – commenta Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo Nomisma -. Un primo dato è chiaro e ambivalente: una metà ha riscoperto il piacere della ‘casa-tana’, l’altra metà l’incubo della ‘casa-gabbia’. Tuttavia, se nelle fasi di restrizione ci siamo concentrati sulla casa come luogo della scuola, del lavoro e del tempo libero, nelle altre fasi di graduale riapertura abbiamo rivolto lo sguardo più alla dimensione outdoor della casa, in cerca di una migliore qualità del contesto e dei servizi. In questo senso l’offerta di abitare, pubblica e privata, dovrà riguardare sempre di più un ‘Abitare-arricchito’ – continua Mercatali – che in qualche modo, è un abitare più complesso e sociale, di cui ancora oggi vediamo poco traccia nelle politiche, si pensi al Superbonus, nei programmi nazionali, come il Pinqua, e nelle pratiche degli operatori privati”. 

Il protagonismo delle città medie
Sul ‘dove’ abitare, l’architetto designer Mario Cucinella, di Studio MC A, individua una via di mezzo fra la fuga dalla città in favore dei piccoli borghi e il protagonismo delle città medie e piccole, funzionali e adeguate alle esigenze sociali e professionali delle persone, dove è radicato un sistema di facilities che rendono la vita più semplice.
Di certo, il mercato deve reagire a questo fermento. “Quello che ancora non vedo -puntualizza Cucinella – è un mercato immobiliare pronto a recepire le tante nuove esigenze della domanda, che ogni giorno diventa più complessa e frammentata. In altri Paesi europei, ad esempio, si va diffondendo il city pop, uno strumento e concetto di vita innovativo che offre appartamenti arredati di poche decine di mq, affittabili per brevi periodi, fino a 52 settimane”.

Il sogno italiano della casa di proprietà si è rattrappito

Il Covid ha ribaltato la filosofia dell’abitare e ha mostrato che il ‘sogno italiano’ della casa di proprietà come fine ultimo e da tramandare per generazioni si è rattrappito. Le mutate condizioni economiche delle famiglie pongono il problema delle reali possibilità di acquisto e il desiderio della casa dei sogni nella città ideale.   “L’indagine Nomisma è un’occasione preziosa per fare il punto del rapporto fra la ‘città di sopra’ e la ‘città di sotto’ – spiega sociologo presso l’Università di Macerata Clombi – fra il desiderio di casa e il proprio ‘zainetto’ in dotazione. Quanti incauti scivoleranno dalla città di mezzo a quella di sotto? Quanti nuclei familiari diventeranno da vulnerabili a vulnerati?”. Queste preoccupazioni nascono dal fatto che il tema della casa, nonostante iniziative come il Superbonus, è lasciato alle famiglie, molte delle quali sono ‘miopi’ rispetto alle proprie reali possibilità.

Cassette postali condominiali: dove collocarle?

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Grazie ad una cassetta postale siamo liberi di ricevere la corrispondenza in qualsiasi momento della giornata, anche quando non siamo in casa, con la certezza che questa sarà custodita in sicurezza e garantendo la nostra privacy durante tutta la nostra assenza o comunque fin quando non decideremo di ritirarla.

La sua presenza in ogni caso è obbligatoria ed è necessaria al portalettere affinché egli possa consegnare la posta. Quel che spesso è oggetto di dibattito è quella che dovrebbe essere la collocazione ideale di una cassetta delle poste, e proprio per questo motivo faremo chiarezza in questo articolo.

Facilità di accesso

Diciamo innanzitutto che le cassette della posta devono essere facilmente accessibili al postino, il quale deve avere la possibilità di accedere alle cassette postali liberamente: ciò significa che esse devono essere posizionate nella zona esterna dello stabile in uno spazio che è aperto al pubblico, e dunque non all’interno dell’androne.

La legge prevede dunque che le cassette postali vengano collocate ad esempio sulla pubblica via, al limite della proprietà o ad ogni modo in un luogo che è liberamente accessibile. Ricordiamo che è possibile installare la buca delle lettere anche su una cancellata per mezzo di apposite staffe di sostegno.

Ad ogni modo, per poter consegnare la posta non deve mai essere necessario transitare su di un’area di proprietà privata. Questo tipo di disposizione è volta a velocizzare e migliorare il lavoro dei portalettere e al tempo stesso non creargli problemi o pericoli di qualsiasi tipo accedendo ad aree private.

Ad ogni modo oggi non è raro constatare che, specialmente in edifici esistenti da diversi anni, la bacheca delle lettere è posta all’interno degli spazi condominiali, il che presume che il portalettere debba comunque richiedere ogni volta l’apertura del cancello agli abitanti per poter fare il suo lavoro.

Nel caso in cui ciò non sia possibile, per la specifica conformazione dell’edificio o per la differente tipologia delle vie di accesso, è comunque previsto che il luogo in cui si decide di collocare le cassette postali condominiali debba essere ad ogni modo liberamente accessibile. Dunque la legge prevede che, anche in quei casi in cui non si può collocare la cassetta della posta sulla pubblica via, e dunque su strada, ci deve essere libero accesso per il portalettere.

Le vecchie cassette della posta vanno adeguate?

Nel caso di vecchie cassetta della posta, non conformi alla normativa vigente per quel che riguarda dimensioni, standard di sicurezza e rispetto della privacy, la legge prevede che le cassette debbano essere ammodernate o direttamente sostituite. Dunque i proprietari delle cassette della posta che non sono conformi ai requisiti odierni devono provvedere a metterle in regola, così da consentire al portalettere di lavorare in maniera migliore ma al tempo stesso di avere un vantaggio personale, in quanto le nuove cassette garantiscono più sicurezza, maggiore privacy e facilità di raccolta della corrispondenza.

Se nel condominio in cui vivi ci sono dei lavori di ristrutturazione e l’idea è quella di sostituire la cassetta postale, o se si tratta di un nuovo edificio e si sta pianificando l’acquisto della bacheca per le lettere, considera quanto affermato in questo articolo così da poter acquistare direttamente un modello adatto per poter essere posizionato all’esterno.

I modelli di cassette postali da esterni infatti, devono necessariamente essere resistenti per quel che riguarda i materiali con i quali vengono costruiti, e i modelli realizzati al 100% in alluminio sono tra i migliori, in quanto riescono a garantire massima resistenza alle intemperie e non si ossidano, ma al contrario durano nel tempo.

Lavoro da remoto, per la metà dei dipendenti è come un “benefit”

Lavorare da remoto si conferma quasi un benefit per una grandissima parte dei lavoratori, che sarebbero addirittura disposti ad accettare una riduzione dello stipendio o addirittura a rinunciare a una promozione pur di continuare a svolgere i loro compiti da casa. Solo il 16% dei dipendenti vuole tornare in ufficio. Questi dati si riferiscono a una ricerca condotta nel Regno Unito da Ivanti Inc., piattaforma di automazione per rendere le connessioni IT più intelligenti e sicure, che ha messo in luce l’ottimo riscontro ottenuto dall’approccio dell’Everywhere Workplace. Ecco qualche percentuale dei voti espressi dai dipendenti inglesi: quasi due terzi (66%) degli intervistati ha dichiarato che preferirebbe lavorare da remoto anziché ricevere una promozione e quasi la metà (49%) ha affermato che accetterebbe una riduzione dello stipendio in cambio della possibilità di lavorare da remoto. Confermando ulteriormente il desiderio di lavorare a distanza, solo il 16% degli intervistati ha sostenuto di voler tornare in ufficio a tempo pieno in futuro.   

Molto meno stress e tempo guadagnato

Tra i maggiori benefici rilevati si evidenzia la riduzione da stress (42%), il risparmio di tempo (48%) e un migliore equilibrio lavoro-vita privata (45%). Di contro, le principali preoccupazioni sono legate a una minore attività fisica durante la giornata (40%), l’assenza di interazioni con i colleghi (44%) e il restare troppe ore davanti allo schermo (33%). Nonostante queste criticità, in seguito all’adozione di modalità di lavoro in smart working, più della metà degli intervistati (55%) ha riscontrato un sensibile miglioramento del proprio umore.
Secondo l’indagine, il 39% degli intervistati preferirebbe lavorare da casa anche dopo l’emergenza sanitaria, mentre il 41% preferirebbe una combinazione tra casa e ufficio, confermando che questa flessibilità può essere un valido strumento di selezione del personale per le imprese, garantendo al tempo stesso protocolli di sicurezza, formazione e strumenti tecnologici adeguati a proteggere da eventuali cyberattacchi. Le organizzazioni hanno anche bisogno di modernizzare i loro help desk per garantire che i lavoratori da remoto ricevano soluzioni veloci e personalizzate a ogni problema IT.

Il bisogno di supporto IT

Sono proprio le problematiche legate alla tecnologia quelle che hanno causato qualche grattacapo ai lavoratori in smart working. Il 23,38% degli intervistati ha contattato l’help desk almeno una volta alla settimana, mentre il 25,27% ha richiesto supporto IT da una a tre volte al mese mentre lavorava da remoto, sottolineando che le principali criticità sono state legate alla difficoltà di accedere alle risorse aziendali (20,78%), a problemi di Wi-Fi (21,98%) e reset delle password (28,77%).

Italia medaglia di bronzo nella classifica dei Paesi più colpiti dai malware

Nel secondo anno contrassegnato dall’emergenza sanitaria l’Italia si conferma nelle prime posizioni della classifica mondiale dei Paesi maggiormente presi di mira dai malware.
In particolare, ora l’Italia è al terzo posto tra i Paesi più colpiti. A gennaio 2021 infatti, l’Italia era il quinto Paese più colpito, a febbraio e marzo il quarto, mentre ad aprile sale sul terzo gradino del podio di questa speciale classifica. Insomma, il nostro Paese è la terza nazione afflitta maggiormente dal fenomeno malware, un risultato per nulla confortante, considerando la rapida ascesa sul podio.

Sul podio Usa, Giappone e Italia, con 4.908.522 attacchi

Il dato, piuttosto allarmante, emerge dall’ultimo report condotto da Trend Micro Research, la divisione di Trend Micro, azienda globale di cybersecurity specializzata in ricerca & sviluppo e lotta al cybercrime. Più in particolare, secondo Trend Micro Research nel mese di aprile 2021 i malware che hanno colpito l’Italia sono stati esattamente 4.908.522, per fortuna un numero decisamente lontano da quello espresso dalle due nazioni che ci precedono.  La top five dei Paesi più attaccati è infatti guidata dagli Stati Uniti, con 31.056.221 attacchi di malware, seguita dal Giappone, al secondo posto, con 30.363.541 attacchi. Dopo la terza posizione italiana si piazzano a poca distanza l’India, con 4.411.584 malware, e l’Australia, con 4.387.315.

I consumatori presi di mira da COINMINER

La famiglia di malware più rilevata in Italia nel mese di aprile da Trend Micro Research, sia in generale sia a livello business, è stata quella denominata DOWNAD, mentre i consumatori sono stati colpiti maggiormente dal tipo COINMINER, una famiglia di malware specializzata nel nascondersi all’interno del sistema per sfruttare le risorse computazionali al fine di produrre criptovaluta. 

Ad aprile sono state fermate 7,3 miliardi di minacce  

I dati del report sono frutto delle analisi della Smart Protection Network, la rete di intelligence globale di Trend Micro che individua e analizza le minacce e aggiorna costantemente il database online relativo agli incidenti cyber. L’obiettivo della Smart Protection Network è quello di riuscire a bloccare gli attacchi in tempo reale grazie alla migliore tecnologia disponibile sul mercato. La Smart Protection Network è costituita da oltre 250 milioni di sensori e blocca una media di 65 miliardi di minacce all’anno.
Ad aprile 2021 la Smart Protection Network di Trend Micro ha gestito 435 miliardi di query, e fermato 7,3 miliardi di minacce, di cui circa l’80% arrivava via e-mail.

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