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Autore: Federica Guerrini

La ripresa dei consumi è lenta, gli investimenti in recupero

Dopo il ritorno a una crescita economica sostenuta nel terzo trimestre, a cui hanno contribuito le politiche di sostegno messe in atto dal Governo, l’aumento dei contagi degli ultimi mesi si riflette sulle prospettive di breve termine. Nonostante le misure di incentivi, la ripresa dei consumi è lenta, e lo sarà almeno fino al 2023. A quanto si legge nelle Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana della Banca d’Italia nei prossimi tre anni la ripresa dei consumi delle famiglie italiane, “frenata da una ancora elevata propensione al risparmio precauzionale”, sarà più graduale rispetto a quella del Pil, e sarà riassorbita solo gradualmente. Secondo le previsioni di Bankitalia gli investimenti però dopo la forte caduta quest’anno saranno in recupero, in misura più accentuata di quanto atteso a luglio nel bollettino economico.

Scambi di beni su valori pre-crisi già a inizio 2021

La domanda estera per i beni prodotti nel nostro Paese, caduta di oltre il 10% quest’anno, tornerebbe a espandersi in media di circa il 5% all’anno nel prossimo triennio. Secondo Bankitalia gli investimenti saranno “sospinti dagli interventi finanziati con i fondi Next Generation Eu nonché dalle favorevoli condizioni di finanziamento. La significativa ripresa delle esportazioni dopo la flessione nell’anno in corso proseguirebbe a ritmi in linea con le ipotesi per la domanda estera. L’espansione sarebbe trainata dagli scambi di beni, che si riporterebbero sui valori pre-crisi già a inizio 2021, mentre quelli di servizi risentirebbero più a lungo della debolezza dei flussi turistici internazionali”.

Gli occupati torneranno ad aumentare nel 2022

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, riporta Askanews, “si valuta che il numero di ore lavorate diminuisca quest’anno di quasi il 13%, e tornerebbe a crescere nel corso del prossimo triennio, recuperando gran parte della caduta entro il 2023 – si legge ancora nel documento -. La diminuzione del numero di occupati quest’anno sarebbe stata limitata all’1,8%, grazie all’esteso ricorso alla cassa integrazione. Dopo una riduzione nel 2021, che riflette l’effetto ritardato della crisi pandemica, gli occupati tornerebbero ad aumentare nel 2022 e nel 2023”.

Nel 2021 l’inflazione rimane molto bassa

I prezzi al consumo quest’anno diminuiranno lievemente, “principalmente per effetto della caduta di oltre il 30% delle quotazioni del petrolio. L’inflazione rimarrebbe molto bassa nel 2021 – scrive Bankitalia – risentendo degli ampi margini di capacità inutilizzata che frenerebbero gli aumenti salariali, e si tradurrebbero in politiche di prezzo prudenti delle imprese”. In seguito l’inflazione tornerebbe a salire gradualmente, portandosi nel 2023 all’1,2%.

“Lo scenario di base è fortemente dipendente dalle ipotesi sull’evoluzione della pandemia – spiega Via Nazionale -. Minori ripercussioni dei contagi sull’attività all’inizio del 2021 potrebbero tradursi in un ritmo di crescita più elevato nella media dell’anno prossimo”. Di contro, un prolungamento degli effetti sfavorevoli della pandemia a livello globale, se non contrastati dalle politiche economiche, potrebbe rappresentare un rischio per le prospettive di crescita , influendo negativamente sui comportamenti di consumo e investimento, sugli scambi internazionali e le condizioni finanziarie.

Web marketing: questo sconosciuto?

SEO, social media marketing, content marketing, advertising… tutti termini che conoscete vero? O forse pensate di conoscere? Nel panorama del digital marketing, il web marketing è probabilmente il mercato più importante che oggi le diverse agenzie si spartiscono. Le aziende italiane, piccole e medie sopratutto, sono decisamente indietro rispetto ai principali paesi europei quando si parla di web marketing: ecco quindi che i margini e le prospettive per chi opera nel settore sono decisamente ancora molto ampi e potenzialmente infiniti.

Ma quante aziende davvero sono in grado di approcciare all’argomento in modo consapevole? Quante, invece, rischiano di perdersi o, peggio, essere sostanzialmente in balia delle web agency che ne decidono strategie ed investimenti? Rispondiamo noi: sono poche le prima, molte le seconde. Il motivo è presto detto: il web è “fumo”, tutto ciò che viene offerto dagli esperti (a volte presunti tali) di posizionamento sui motori di ricerca, social network ed in generale contenuti digitali, sono servizi che non puoi “toccare” ed a volte nemmeno misurare.

Ci vengono però incontro alcuni strumenti ed alcune risorse, del tutto gratuite, che ci consentono:

  • di prepararci meglio all’argomento
  • di poter avere visione dei risultati

La prima cosa da fare è un minimo di studio: cercare di capire i fondamenti del posizionamento su Google, capire un minimo le dinamiche che determinano il successo di un sito web ed imparare alcune terminologie chiave quali tasso di conversione, frequenza di rimbalzo ed engagment. Consigliamo di consultare i numerosissimi blog presenti sul web per una prima infarinatura, cercando di evitare quelli troppo tecnici e partendo dal principio.

Per poter invece avere una visione di ciò che sta accadendo, cominciamo a verificare di avere a disposizione uno strumento di analisi quale Google Analitycs: con una semplice integrazione da eseguire sul sito web, è possibile capire da dove arriva il traffico e come si comporta il target che “atterra” su un sito web. In questo modo, è molto più semplice scegliere a quale canale destinare il proprio budget ma, sopratutto, misurarne la resa.

Un ultimo consiglio: affidatevi a persone competenti che possano in qualche modo provare la loro esperienza e capacità, perchè in un settore che non richiede alcun titolo particolare e che, come detto, si basa su un prodotto immateriale e non facilmente misurabile, è molto e troppo semplice spacciarsi esperti anche quando non lo si è affatto…

Unicef, cosa pensano i ragazzi della scuola in Dad

Qualche difficoltà c’è, ma non è una situazione critica. Certo è che la didattica a distanza “stressa” , anche se lascia più spazio alla flessibilità di fruizione delle lezioni e degli eventuali corsi di recupero. Sono solo alcune delle opinioni espressi dai giovanissimi italiani coinvolti nel sondaggio dell’Unicef “The Future We Want”, che ha raccolto la voce di giovanissimi fra i 15 e i 19 anni di età. I risultati principali dicono che i ragazzi sono in generale soddisfatti della loro vita, preoccupati per il benessere economico e la salute, positivi sull’ambiente e sulle relazioni sociali. Dopo la recente pandemia gli adolescenti che vivono in Italia si dichiarano soddisfatti della vita in generale – (mediamente 6,5 su una scala da 1 a 10). Guardando alle diverse valutazioni, supera di poco il 6 il benessere economico mentre non raggiunge la sufficienza la valutazione sulla salute (5,9), sulla quale ha pesato la percezione di insicurezza e fragilità legata alla pandemia. Soddisfazione alta invece per l’ambiente, ma anche per i rapporti interpersonali coltivati all’interno della famiglia. E il rapporto con la scuola?

Il desiderio di essere più coinvolti

Anche se circa la metà dei ragazzi intervistati si dice soddisfatto dell’ambiente che la propria scuola è riuscita a creare durante il periodo dell’isolamento, molti vorrebbero essere più coinvolti nelle decisioni che riguardano il ritorno in aula. E, anche se non hanno problemi con gli strumenti digitali, 6 adolescenti su 10 trovano che la didattica online abbia aggiunto stress allo studio, e questo è vero soprattutto per le ragazze.

La scuola oltre la Dad L’esperienza della scuola a distanza ha portato anche esperienze e vissuti positivi, che i giovani vorrebbero ritrovare una volta rientrati in classe. Ad esempio, gli studenti hanno apprezzato la maggiore flessibilità degli orari e la partecipazione nella definizione del calendario con gli insegnanti (58%), seguita da classi di recupero per chi è in difficoltà (37%) e dall’utilizzo di materiale didattico online come integrazione ai testi. Solo un adolescente su quattro, però, vorrebbe continuare a mantenere alcune sessioni di didattica a distanza. Per aiutare gli studenti in difficoltà economiche, un adolescente su 3 vorrebbe più borse di studio e l’integrazione del bonus cultura, ad esempio con un’apertura alle attività socio-ricreative. Tra le iniziative extra-scolastiche, i ragazzi vorrebbero campi sportivi e laboratori artistici aperti a tutti. Probabilmente il periodo di lockdown ha avvicinato i giovanissimi a nuovi hobby e passioni, che vorrebbero portare avanti anche quando tutto sarà tornato alla normalità

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